IMAGO…”viaggio” di una giovane ascoltatrice

Ascoltando IMAGO immaginavo di essere sul treno pugliese in direzione Andria, quel maledettissimo treno…
Il clarinetto dal forte suono, nella prima traccia, rappresenta l’urlo disperato di una madre che perde un figlio, ancor prima di averlo saputo. Le madri certe cose le avvertono, le percepiscono ancor prima che queste accadino quasi fossero come un colpo al cuore . Nel momento in cui viene tagliato il cordone ombelicale, un figlio non è più attaccato alla madre diviene libero e quel legame non viene reciso, madre e figlio restano congiunti da un filo invisibile finché morte non li separi. Se un figlio soffre, una madre, anche a chilometri di distanza lo sente, immagino che mia madre quando io sbatto un dito allo spigolo di un tavolo avverta un pizzico sullo stesso dito.
La traccia 2 raffigura la partenza, il controllo dei biglietti, a un tratto la felicità, perché, si cazzo, dopo tanto studio e esami sostenuti, sono sfinita e finalmente potrò riabbracciare MAMMA…
La traccia numero 3 mi fa pensare alle rotaie, le rotaie sulle quali il treno corre per arrivare a destinazione e poi quei battiti, i battiti del mio cuore che vanno all’impazzata, un po’ perché non vedo l’ora di riabbracciare il mio ragazzo, un po’ perché sento che qualcosa, in quel viaggio, non vada, ma in fondo so che è solo quella maledettissima ansia che ogni tanto mi sale per niente, mi ripeto…
La traccia numero 4, sento ancora le urla, ancora una madre disperata, quel filo invisibile che lo lega al figlio le sta annunciando qualcosa, però, dalla finestra entra un soave suono che per un momento le riporta la tranquillità, una tranquillità che non durerà, immediatamente, difatti, torna un forte frastuono. Quel soave suono non riesce più a distinguerlo, come quando guardi la televisione e a un tratto va via il segnale e vedi solo strisce e grigio, ritorna la paura…
Con la traccia 5 il viaggio continua, un misto di ansia, perché oggi proprio qualcosa non va, questa maledetta ansia che proprio non mi vuole abbandonare.
Traccia numero 6, i miei pensieri, quelli pieni di paura misti a quelli pieni di spensieratezza. Gli esami finiti, ritorno a casa, riabbraccio i miei, la pizza con gli amici la sera, eppure, oggi, quanti pensieri si rincorrono nella mia testa da quelli spensierati e leggeri come un piuma a quelli pesanti come un macigno.
La numero 7: i pensieri di mia madre si fanno sempre più confusi, sempre più confusione regna nella sua testa, un misto tra lucidità e pensieri confusi.

– cavolo, fammi cucinare qualcosa di buono per Alessia, invece di pensare a queste cose sciocche, dai su, farina, uova. Prepariamo la pasta al forno tanto amata da Alessia.- si ripete mia madre…

All’improvviso i pensieri mutano con un battito di ciglia

-uffa! Basta! Perché sento queste rotaie nella mia testa, PERCHÉ?” pensa mia madre..

La traccia numero 8 mio fratello è nella stanza vicino a mamma, si esercita con il suo sax, il suo amato sax, al di fuori del mondo e dalla vita reale, lì dove ti porta la musica; poi ad un tratto si sentono rumori, parole, un countdown, mia madre conta i minuti che ci sparano dal riabbracciarci e si affida a Dio perché tutto vada bene, troppi pensieri strani oggi in testa…
La traccia 9 rivedo me, ancora con i miei pensieri confusi, una fuga di pensieri sempre più intensi, mio dio che mi succede oggi!
La numero 10…BOOM… Il boato. Avevo ragione, avevo ragione per tutta quell’ ansia che avvertivo oggi. Tutto è finito, non potrò più riabbracciare mia madre, ditele che non vedevo l’ ora di stringerla ma non potrò più farlo. Non potrò riabbracciare mio padre, ditegli che è sempre stato il mio super eroe. Non potrò più riabbracciare mio fratello, ditegli che gli voglio un bene immenso, nonostante i nostri continui litigi. Non potrò più laurearmi in economia e commercio, non potrò più prendere l’aperitivo e mangiare la pizza stasera con i miei amici, non potrò più riabbracciare il mio ragazzo, non potrò riabbracciare la mia migliore amica. Maledetti!!! Maledetto chiunque sia il colpevole… maledizione, la mia vita è andata in frantumi, sono sbalzata fuori dal treno, sono finita qui, vicino un campo di ulivi nella mia splendida Puglia. Ho pensato è finita qui, ora, in questo campo di ulivi, per tutto il tempo in cui ero dolorante per terra finché non sono arrivati i soccorsi che mi hanno portato in ospedale. Vengono allertati i miei cari dello scontro appena avvenuto e che io mi trovo in coma. Urla, pianti dei parenti di chi purtroppo non ce l’ha fatta…
La traccia numero 11, le lacrime dei miei genitori che incessanti, cadono come fossero un fiume in piena. Pregano, pregano Dio che mi salvi e mi faccia svegliare

…giorni…

mesi…

nell’aria riecheggiano le note dell’Ave Maria di Schubert…forse un miracolo…io mi sveglio dal coma.

//Imago un viaggio dalle mille emozioni, dalla più cupa alla più spensierata, un viaggio che avrei preferito non finisse mai.//

//Imago riesce a donare immensa sensibilità all’animo di ogni singola persona//.

Grazie per ogni singola emozione.

Giada DF

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